Modena: Alluvione Modena, Bomporto poteva essere salvata? Leoni: la regione conferma ? Stampa
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Forli-CesenaNews - Cronaca
Scritto da Il Consigliere regionale Dott. Andrea Leoni   
Lunedì 03 Marzo 2014 11:38

Modena: Alluvione Modena, Bomporto poteva essere salvata? Leoni: la regione conferma ?

“Dalle simulazioni formulate dall'Università di Parma, dopo il disastro dell’alluvione del fiume Secchia, del 19 gennaio scorso in provincia di Modena, si è notato come sarebbe stato sufficiente un tirante idraulico posizionato a livello della strada che costeggia Bomporto, di altezza variabile tra i 20 e i 60 centimetri e di una lunghezza di circa 750 metri, per evitare che il paese venisse inondato dall'acqua”. Lo scrive Andrea Leoni in una interrogazione rivolta alla Giunta per sapere quale giudizio dia la Regione sulla eventualità che almeno il Comune di Bomporto si sarebbe potuto salvare dalle acque che hanno allagato parte della provincia di Modena e quali iniziative si intendano assumere per quanto attiene le varie simulazioni formulate dopo il disastro.
Il consigliere chiede anche di aprire un confronto con tutte le realtà istituzionali deputate alla difesa del suolo al fine di definire una volta per tutte gli interventi necessari ad evitare ulteriori fatti calamitosi così come si sono verificati e quante risorse di carattere economico si intendano investire in ordine allo studio e alla messa a sistema di queste simulazioni che oggi potrebbero essere estremamente importanti e necessarie per evitare il ripetersi di fatti la cui drammaticità è ancora ben presente non solo nella bassa modenese ma in tutta la Regione Emilia-Romagna.
Bologna, 3 marzo 2014
Comunicato stampa
3 marzo 2014

Al Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA


Il sottoscritto Andrea Leoni, Consigliere regionale,

premesso

che dalle simulazioni formulate dall’Università di Parma, dopo il disastro dell’alluvione del fiume Secchia, del 19 gennaio u.s. in provincia di Modena, si è notato come sarebbe stato sufficiente un tirante idraulico posizionato a livello della strada che costeggia Bomporto, di altezza variabile tra i 20 e i 60 centimetri e di una lunghezza di circa 750 metri, per evitare che il paese venisse inondato dall’acqua;

considerato

che secondo il docente dell’Università di Parma, Paolo Mignosa, componente della commissione d’inchiesta sui fatti dell’alluvione del Secchia, il Comune di Bastiglia difficilmente si sarebbe potuto salvare, mentre per il Comune di Bomporto si sarebbero dovuti avere a disposizione degli studi preventivi che simulano azioni da intraprendere in caso di rottura degli argini;

rilevato
che secondo quanto affermato dal Professore, sarebbero indispensabili una migliore mappatura, una pianificazione di studi che ipotizzano eventuali rotture o danni nella struttura arginale, nelle diverse posizioni e le relativi soluzioni per il contenimento del danno, oltre alla manutenzione;

visto
- che appare quanto mai indicativo che tali notizie di carattere tecnico scientifico arrivino all’attenzione della pubblica opinione solo dopo i drammatici fatti accaduti nel gennaio di quest’anno;
- che tali studi o altre proposte dovrebbero trovare poi concreta applicazione operativa dalle istituzioni preposte, in primis la Regione, e non rimanere, come pare sia avvenuto, in questo caso nel cassetto di qualche scrivania;

INTERROGA


la Giunta regionale della Regione Emilia Romagna per sapere:

1) se sia a conoscenza della situazione sopraesposta e quale giudizio dia sulla eventualità che almeno il Comune di Bomporto si sarebbe potuto salvare dalle acque che hanno allagato parte della provincia di Modena, a seguito della rottura dell’argine del fiume Secchia;
2) se e quali iniziative si intendano assumere riguardo agli studi dell’Università di Parma per quanto attiene le varie simulazioni formulate dopo il disastro del 19 gennaio u.s.;
3) se non ritenga necessario ed opportuno aprire un confronto con tutte le realtà istituzionali deputate alla difesa del suolo al fine di definire, una volta per tutte, gli interventi necessari ad evitare ulteriori fatti calamitosi così come si sono verificati;
4) se e quante risorse di carattere economico si intendano investire in ordine allo studio e alla messa a sistema di queste simulazioni che oggi potrebbero essere estremamente importanti e necessarie per evitare il ripetersi di fatti la cui drammaticità è ancora ben presente non solo nella bassa modenese ma in tutta la Regione Emilia Romagna.
Andrea Leoni

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