Forio: Come si perde facilmente la dignita' Stampa
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ForioNews - Cronaca
Scritto da Peppe D'Ambra   
Martedì 01 Febbraio 2005 11:18

Forio: Come si perde facilmente la dignita'

Non avevo nessuna intenzione di ritornare ad occuparmi di una vicenda che ogni volta che accade oltre a recarmi un notevole fastidio mi provoca anche delle forti preoccupazioni per il mio non voluto diretto coinvolgimento. Perché sono sicuro che alla fine anch’io sarò, senza nessuna mia autorizzazione, coinvolto nel molto probabile pagamento di un riscatto. Mi sto riferendo all’ennesimo rapimento di nostri connazionali in visita personale o di lavoro in Irak.

Giuliana Sgrena, la grande giornalista del Manifesto, che da sempre ha condannato l’invasione americana e difeso le ragioni del popolo iracheno, proprio da questi ultimi è stata privata della sua libertà. Una situazione quest’ultima davvero emblematica che caratterizza quelle popolazioni storicamente abituate a regimi dittatoriali che limitano moltissime le libertà altrui e favorite proprio dalla situazione culturale e storica esistente fra le popolazioni presenti in quella Nazione. Una situazione culturale e storica anni luce distante da quella occidentale: due modi agli antipodi di interpretare e vivere la vita. Due civiltà che pur meritando il massimo rispetto reciproco non hanno quasi nessun punto in comune, basta vedere le condizioni in cui versano le donne in quei paesi. L’ho sempre detto e continuo a pensarlo che l’unico motivo della presenza occidentale in quei posti, al di la delle tante chiacchiere messe artatamente in giro, è e rimane solo “i giacimenti del dio petrolio”, che continua a condizionare molto l’economia dell’occidente.
Fermo restante e l’ho detto e ridetto in più occasioni la mia avversità nei confronti di qualsiasi tipo di violenza, non penso, al di la di altre motivazioni portate per l’intervento bellico in quelle zone fino ad oggi, questo intervento non può in nessun modo terminare con un immediato ritiro delle truppe occidentali. Significherebbe solo lasciare quei popoli in mano a vere e proprie bande di delinquenti che sopraffarebbero quei popoli come è stato fino ad oggi. Se è questo quello che vogliono i nostri pacifisti mi viene quasi voglia di accontentarli. Ridetto tutto questo devo ancora una volta stigmatizzare il comportamento di una certa sinistra che non trova di meglio che cavalcare ancora una volta l’emotività del popolo italiano per il rapimento di una nostra connazionale. La manifestazione di sabato scorso e che ha visto la partecipazione di migliaia e migliaia di persone per chiedere la liberazione della giornalista del Manifesto finite nelle mani delle stesse persone che sono state da sempre difese da lei stessa e dalla stampa con cui collabora, è stata solo un’altra occasione di strumentalizzazione e null’altro. La stessa giornalista che giustamente, per quanto le riguarda, ha una sua posizione su questa guerra e con chi stare ha dato davvero un pessimo esempio nel chiedere piagnucolosa, dopo aver già condannato in più occasioni lo Stato Italiano, di salvarla dai suoi amici di sempre e di ritirare le nostre truppe. È stato uno spettacolo davvero squallido per una come lei che fino al giorno prima aveva mostrato sicurezza e girava per le strade di Bagdad, anche rispetto ai suoi colleghi giornalisti, con tanta sicurezza.
Oggi i nostri servizi segreti hanno lanciato l’allarme e chiesto a tutti i giornalisti italiani presenti in Iraq, di fare immediato ritorno in Patria perché ci sono seri rischi per la loro incolumità. Se qualcuno democraticamente e liberamente decide, nonostante l’avviso, di rimanere in quelle zone, possiamo poi preoccuparci della sua sorte se gli accade qualcosa?
Qualcuno mi ha detto che le due Simone, altre rapite illustri del recente passato e per la cui liberazione lo Stato italiano, quindi noi tutti, ha dovuto pagare un notevole riscatto, da qualche settimana sono ritornate in quelle zone con la loro organizzazione. Anche loro ricorderete si sono dichiarate molto vicine a quei popoli e in più occasioni hanno chiesto il ritiro delle truppe occidentali. Oggi se stanno veramente di nuovo in quelle zone umanamente mi auguro che nulla accada loro, ma se malaguratamente ciò non dovesse verificarsi non mi sentirei per nulla coinvolto e chiederei con molta forza e decisione di essere lasciato fuori dalla decisioni che si andranno a prendere. Anzi arrivato a questo punto mi sentirei anche autorizzato a pensare che dietro questi rapimenti ci possano essere chiari segnali di connivenza e di strumentalizzazione per far cambiare le decisioni degli stati di appartenenza. D'altronde dopo il risultato del vile attentato perpetrato ai danni del popolo spagnolo e che ottenne come risultato l’immediato ritiro delle loro truppe dai quei territori, quei delinquenti oltre ai soldi vogliono raggiungere proprio questo obbiettivo.
Io viceversa ritengo che fino a quando il popolo iracheno non decida in democrazia e a maggioranza che le nostre truppe devono lasciare quei territori e fino a quando ne abbiamo la forza e la volontà dobbiamo continuare a rimanere lì e garantire la democrazia e il rispetto di tutti i diritti umani.

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