Forio: Il fallimento generazionale 2 Stampa
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ForioNews - Politica
Scritto da Peppe D'Ambra   
Martedì 01 Febbraio 2005 11:15

Forio: Il fallimento generazionale 2

L’articolo della settimana scorsa ha suscitato, nei miei lettori, commenti contrastanti da un alto le lettrici lo hanno ritenuto impeccabile e per questo si sono anche complimentate, dall’altro soprattutto nei maschi c’è stata una levata di scudi per difendere la propria posizione e differenziarsi, bontà loro, dalla massa.
Chi più e chi meno ha cercato di giustificare il fallimento generazionale con motivazioni più o meno valide secondo i loro pareri, ma su un punto tutti sono stati d’accordo “IL FALLIMENTO GENERAZIONALE C’È STATO”.

Discettare o scaricare su altre istituzioni, che non siano le famiglie è uno sport che regge fino ad un certo punto. Indubbiamente, è vero che i nostri figli stanno più tempo fuori casa lontani dall’influenza della famiglia e a contatto con le altre istituzioni, in primis la scuola, sulla quale tutti tentano di scaricare le colpe; oppure che i genitori si sono fatti, si fanno e si faranno un “mazzo tanto” per poter garantire ai propri figli tutto ciò che questa società offre loro in nome e per conto del dio consumismo. E proprio in nome di questo falso dio che si sono compiuti, si compiono e si compieranno gli errori più grandi che stanno rendendo questa società sempre più fredda e insensibile alle problematiche dei meno fortunati. Questo dio consumismo, ricordiamolo sempre, fu il maggior nemico da combattere nelle due rivoluzioni generazionali che hanno caratterizzato la nostra giovinezza e che vedremo di seguito.
Altrettanto indubbio è il fallimento della scuola, nella quale i nostri figli passano la maggior parte della loro giornata e dalla quale ben poche cose positive ormai riescono ad apprendere.
Anche la scuola, però non bisogna mai dimenticare, è gestita e portata avanti da quelle stesse persone che hanno vissuto in prima persona gli anni di lotta e di profonda rivoluzione culturale; non a caso proprio da essa partirono le più grandi ventate di cambiamento di quella società, in cui noi tutti, quelli della mia generazione, non riuscivamo più a stare bene.
Se il ’68 fu una iniziativa dei giovani francesi che riuscirono ad esportarla in tutto il mondo e che per questo ebbe spazi e risultati molto più evidenti; quella del ’77 iniziata in Italia fu molto più ristretta e gli effetti meno visibili, anche se, almeno per noi italiani, fu molta più pregna di significati e di effetti positivi per il cambiamento strutturale della nostra società.
Dove si è sbagliato successivamente è troppo difficile da capire, anche se i rischi derivati dal passaggio da una società troppo poco permissiva ad una troppo permissiva non sono stati per nulla calcolati e presi nella giusta considerazione.
Proprio questo, secondo me, è la principale ragione dello storico fallimento, chi per anni e anni ha dovuto combattere quotidianamente per la conquista delle più elementari condizioni di vivibilità, all’improvviso si è trovato a dover gestire la propria e l’altrui libertà di vita. Giusto sacrosanto, direte voi, ma visti i risultati permettete che io abbia dei seri dubbi della bontà della conquista e, soprattutto, della sua gestione.
Alla fine tutto ci è sfuggito di mano e abbiamo contribuito, senza nessun valido alibi alla creazione di una società molto peggiore di quella in cui noi stavamo male e che diede vita ad uno dei periodi più belli della nostra vita.
A prescindere dalla propria ideologia politica è inconfutabile, ripeto, che tutti noi abbiamo vissuto un momento importantissimo della nostra vita. Il nostro fallimento è anche il fatto che i nostri figli non potranno viverne altrettanti perché abbiamo tolto loro qualsiasi stimolo o aspettativa per il raggiungimento di qualche meta. Proprio per giustificare il nostro fallimento siamo sempre più pronti a dar loro anche più cose di quelle che ti chiedono, l’importante e che alla sera si stia in pace con la propria coscienza, almeno questo crediamo.
Ma se solo per un attimo incrociamo gli occhi dei nostri figli e ci togliamo le bende che coprono i nostri occhi, scorgiamo nei loro sguardi smarrimento, infelicità e mancanza di quella luce che illumina gli occhi di tutte le persone veramente felici e realizzate.
QUESTO È IL NOSTRO FALLIMENTO!!!

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