Serrara: Sospetto caso di legionellosi a Villa Mercede a Serrara Fontana Stampa
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SerraraNews - Cronaca
Scritto da Anna Mazzini   
Lunedì 01 Ottobre 2012 13:30

Serrara: Sospetto caso di legionellosi a Villa Mercede a Serrara Fontana

Un'Anziana 70enne ospite insieme al marito della struttura isolana è stata ricoverata all'Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno presso il reparto di terapia intensiva in seguito ad un malore, febbre, tosse, mal di testa stanchezza ed inappetenza, hanno debilitato al punto la donna da renderne necessario il trasporto in ospedale.

Qui i sintomi riscontrati si son rivelati poter essere quelli derivanti da un probabile caso di infezione da Legionella pneumophila.  La così detta malattia del legionario, più comunemente definita legionellosi, è un’infezione polmonare causata dal batterio omonimo, il cui nome significa appunto “Legionella amante dei polmoni”.
La fonte di contaminazione batterica sembrerebbe poter essere identificata nei sistemi di aria condizionata sotto il cui getto la donna che pure non risiedeva stabilmente nel centro, ma era libera di andare e venire, amava fermarsi per lunghe ore pur di trovare sollievo dalla calura di questi mesi.
La legionellosi può manifestarsi in due forme distinte:
la malattia del legionario vera e propria, che frequentemente include una forma più acuta di polmonite
la febbre Pontiac, una forma molto meno grave
La donna sembra aver contratto la forma più acuta tanto da necessitare l'ausilio della ventilazione artificiale. Il caso di Villa mercede sembra potersi ritenere isolato e non legato ad altre contaminazioni, in merito L'ASL ha comunque aperto un fascicolo.
Infatti l’infezione da Legionella non si trasmette da persona a persona, ma piuttosto viene trasmessa da flussi di aerosol e di acqua contaminata, come nel caso di ambienti condizionati o con l’uso di umidificatori. Il batterio, infatti, si riproduce soprattutto in ambienti umidi e tiepidi o riscaldati, come i sistemi di tubature, i condensatori, le colonne di raffreddamento dell’acqua, sui quali forma un film batterico. Sedimenti organici, ruggini, depositi di materiali sulle superfici dei sistemi di stoccaggio e distribuzione delle acque facilitano l’insediamento della Legionella.
Per questo, la legionellosi pone un serio problema di salute pubblica, qualora non venga tenuta sotto controllo, perché costituisce un elemento di rischio in tutte le situazioni in cui le persone sono riunite in uno stesso ambiente, come avviene in case di cura, residenze per anziani, ospedali, piscine e terme e altri luoghi pubblici, nei quali è in funzione un sistema di condizionamento, di umidificazione o di trattamento dell’aria o di ricircolarizzazione delle acque. In particolare il problema si può manifestare dove la gestione degli impianti idrici può essere poco accurata.

Sintomi e trattamento
Normalmente la legionellosi si manifesta con febbre, brividi, tosse secca o grassa. In qualche caso può dare anche dolori muscolari, mal di testa, stanchezza, perdita di appetito e, occasionalmente, diarrea. Un’analisi diagnostica più accurata in laboratorio evidenzia un malfunzionamento renale nelle persone malate e le radiografie polmonari frequentemente mostrano segni di polmonite. In questa forma, il periodo di incubazione della malattia varia tra i 2 e i 10 giorni.
La distinzione tra la legionellosi e altre forme di polmonite può essere fatta solo attraverso test diagnostici specifici e non sulla base dei sintomi che sono molto simili. Il test diagnostico classico, che solitamente viene effettuato solo quando esiste un sospetto di legionellosi, è l’isolamento del batterio dallo sputo, l’analisi degli antigeni presenti nelle urine e il livello di anticorpi nel sangue.
Nella forma febbrile minore, che può insorgere anche a poche ore dall’esposizione all’agente batterico fino a un paio di giorni dopo, la legionellosi causa febbre e dolori muscolari ma non polmonite. In questo caso i sintomi si riducono nel giro di pochi giorni.
Il trattamento della legionellosi, essendo una malattia di origine batterica, passa soprattutto attraverso terapie antibiotiche. Tuttavia, molta importanza hanno anche le pratiche preventive che limitano la diffusione del batterio in ambienti a rischio, come le case di cura per anziani e gli ospedali. Diventa infatti strategico controllare frequentemente le fonti d’acqua utilizzate, i sistemi di condizionamento, le tubature e i condensatori, per evitare colonizzazione batterica.
Il trattamento antibiotico è effettivo nella maggior parte dei casi, soprattutto in pazienti non immunocompromessi, e la malattia non lascia strascichi o conseguenze importanti. Tuttavia, alcune ricerche hanno dimostrato che possono permanere per lungo periodo segni di stanchezza, problemi di concentrazione, malesseri, dolori muscolari.

I soggetti a rischio
La legionellosi può infettare persone di tutte le età, ma è particolarmente diffusa tra le persone anziane, tra i fumatori o le persone affette da condizioni polmonari croniche. Particolarmente esposti al rischio sono anche gli individui immunocompromessi, come quelli affetti da diverse forme di cancro, da infezione con Hiv, da insufficienza renale, da diabete o le persone tossicodipendenti.
I fumatori risultano tra le persone più soggette al rischio di Legionella, perché il loro sistema respiratorio è compromesso e quindi non filtra efficientemente l’entrata di agenti estranei nei polmoni. Legionella, infatti, si trasmette non solo attraverso l’inalazione di aerosol contaminati, ma anche attraverso l’aspirazione diretta di aria o acqua contaminata che passa nel sistema respiratorio per errore, come avviene quando ci si soffoca accidentalmente con cibo o acqua.
Anna Mazzi

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